Iniziano oggi i licenziamenti di 10.000 operatori sanitari federali da parte dell’amministrazione Trump.
(in apertura illustrazione di dccartoonist).

Alcuni lavoratori hanno scoperto di aver perso il lavoro solo perché i loro badge di sicurezza non funzionavano più all’ingresso in ufficio. Lo ha appena raccontato The New York Times.

Metodo brutale, il sistema sanitario federale (e non solo quello) gestito quindi come se fosse un’azienda privata, senza pensare alle conseguenze.
Da una parte le 10.000 famiglie lasciate senza questa fonte di reddito, dall’altra l’ulteriore peggioramento del servizio sanitario statunitense sotto il profilo dell’assistenza e del numero di operatori disponibili. Ed è un sistema costoso per il cittadino USA, non garantito se non si sborsano dollari, tanti dollari.

Negli USA la gente comune può utilizzare l’assistenza sanitaria solo se paga una costosa assicurazione, altrimenti nulla. Un’ambulanza per ricoverarti e trasportarti in emergenza può costare 1.200 dollari. Per la frattura a un braccio si può arrivare a spendere fino a 30.000 dollari. Ma questo è solo il minimo, come raccontato da Dataroom di Michela Gabanelli-Corriere della Sera (link instagram). Potete immaginare gli ampi costi per il contenimento e la lunga cura di una malattia oncologica o per un esame clinico importante.

Negli Stati Uniti solo pensionati con introiti bassi e gli indigenti sono sostenuti dallo Stato, ma solo per le prestazioni sanitarie elementari.

Gli appena 10.000 licenziati operatori statunitensi, come tutti i dipendenti di ogni tipo, godevano dell’assicurazione sanitaria in buona parte (non del tutto) pagata dall’ente-datore di lavoro.
Da oggi invece l’azienda non passa loro alcuna copertura, dovranno pagarsi tutto da soli sperando che riescano a farlo, almeno fino a quando non troveranno un nuovo lavoro… sempre che ci riescano.

Per un nordamericano la spesa assicurativa sanitaria media – solo per un individuo – è pari a circa 9.000 dollari annui.
Un nucleo familiare ne deve spendere circa 25.000 anno per anno.

Di Giuseppe Grifeo

Giornalista professionista, nato e maturato terrone, avi terroni, vivente e scrivente... Passione per l'astronomia, l'egittologia, la storia, quella antica e medievale in particolare, le leggende, l'enogastronomia e la mia Sicilia. Nato per curiosare, indagare, ficcare il naso, ma con discrezione, elegantemente

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